Ed anche questa volta l’Italia del calcio non andrà ai Mondiali.

Tanto lo stupore e la sorpresa. In tanti restano stupiti nel pensare che la grandissima Italia, fresca vincitrice degli Europei 2020 (anche se giocati nel 2021), non sia riuscita a qualificarsi. Ma è una sorpresa o qualcosa di prevedibile? Bisogna, a mio avviso, partire dal presupposto che sebbene in molti abbiano pensato che l’Italia potesse essere assimilata alla grandissima Spagna di Xavi ed Iniesta, la nostra nazionale, con la vittoria agli europei, è invece da paragonare alla Grecia vincitrice dell’Europeo 2004 che si impose a Lisbona per 1-0 anche qui ai padroni di casa, in quel caso, del Portogallo.

L’Italia non partecipò ai Mondiali di calcio anche nel 1930 quando l’Uruguay ospitò la prima Coppa del Mondo organizzata dalla FIFA. Per il torneo sudamericano, organizzato in un contesto irto di difficoltà, logistiche e politiche, non furono disputate partite di qualificazione. La FIFA cercò di invitare allora le migliori Nazionali dell’epoca ma quasi tutte le europee si rifiutarono di partecipare per diversi motivi. In quegli anni l’Uruguay era quasi certamente la Nazionale più forte per via dei successi ottenuti nei tornei olimpici del 1924 e del 1928 e già questo allontanò decisamente le Nazionali europee, non intenzionate a sobbarcarsi le fatiche di un viaggio transoceanico via nave, che con la permanenza in Uruguay sarebbe durato complessivamente per un periodo di almeno un paio di mesi.

La Federazione italiana non comunicò mai ufficialmente le motivazioni della mancata partecipazione, ma erano vive ed evidenti le polemiche sui cattivi rapporti con la federazione uruguaiana, la quale era molto critica sulla frequenza con cui gli italiani erano soliti convocare nella propria Nazionale giocatori sudamericani, in prevalenza uruguaiani e argentini, facendo leva sulle sempre più ricercate e disparate discendenze italiane nella popolazione dei due Paesi.

Nel 1958, in un contesto ben diverso da quello di ventotto anni prima, ci furono i secondi mondiali di calcio senza la partecipazione della Nazionale italiana.  Gli anni Cinquanta vengono ricordati come il punto più basso nella storia della Nazionale italiana di calcio maschile, le cui imbarazzanti prestazioni vennero fortemente influenzate dalla tragedia di Superga del 1949, l’incidente aereo in cui morirono tutti i giocatori del “Grande Torino”, una delle squadre più forti nella storia del calcio italiano, che all’epoca forniva la maggioranza dei giocatori più forti alla Nazionale.

L’Italia si reggeva in piedi soprattutto grazie alla presenza del fuoriclasse della Juventus Giampiero Boniperti e di tre cosiddetti “oriundi”, cioè stranieri ai quali fu fatta ottenere la nazionalità italiana grazie a vecchi antenati o anche solo per aver giocato per un certo periodo in Italia: tra questi ricordiamo Miguel Montuori, di origini argentine e gli uruguaiani Juan Alberto Schiaffino e Alcides Ghiggia.

Miguel Montuori
Alcides Chiggia
Juan Alberto Schiaffino
Giampiero Boniperti
La Gazzetta dello sport 1958

Nelle qualificazioni mondiali, disputate nel 1957, l’Italia venne sorteggiata in un girone con Portogallo e Irlanda del Nord iniziando con una vittoria contro i britannici per poi perdere 3-0 in Portogallo. Nella partita di ritorno contro i portoghesi la Nazionale ribaltò il risultato dell’andata, vincendo a sua volta 3-0 lasciando vive le possibilità di qualificarsi; il 15 gennaio del 1958 l’Italia si presentò a Belfast per l’ultima decisiva partita contro l’Irlanda del Nord. All’Italia sarebbe bastato non perdere e invece perse 2-1, concludendo il girone al secondo posto con un punto in meno dell’Irlanda del Nord.

Saltando di 60 anni si arriva ai giorni nostri, alle “sVenture” del 2018 con le scellerate decisioni di formazione da parte del selezionatore di turno ed al 2022 .

Ma anche l’affermazione che il fallimento ai Mondiali sia da circoscrivere alle ultime due edizioni è alquanto discutibile.

Infatti nel 2010 arrivò ultima del suo girone di qualificazione senza vincere alcuna partita nel modestissimo girone composto da Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda.

Nel 2014 invece l’Italia non superò i gironi eliminata da Uruguay e Costa Rica.

Ma quali sono le cause del fallimento del 2022? Beh qui, dopo aver elencato dei dati empirici, entriamo propriamente nel soggettivo anche se, a mio avviso, la mia possa essere una opinione condivisibile da molti.

Io sono del parere che questa eliminazione serviva ed è servita per fare in modo che si incominciasse un nuovo ciclo per fare in modo che giocatori decisamente bolliti ed in parabola più che discendente possano finalmente essere definitivamente messi da parte. Parlo evidentemente di giocatori come Emerson, Insigne, Jorginho, Bonucci, Belotti, Chiellini. È ora di impostar una nuova nazionale su giocatori quali Spinazzola (era infortunato a dirla tutta), Tonali, Barella (già presente), Bastoni, Scamacca, Zaniolo, Pellegrini, Calabria, Frattesi, Raspadori … e sicuramente qualche altro giovane che, nei prossimi due anni, si metterà in mostra.

Largo ai giovani ed a chi ha realmente fame.

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Di Antonello De Luca

Ideatore e Caporedattore Ortona (CH) - Italia

Un pensiero su “Non vinceremo i mondiali 2022”
  1. Alcides Ghiggia è stato l’autore del famoso secondo gol dell’Uruguay nella finale contro il Brasile ai Mondiali del 1950, ribaltando eroicamente il risultato e ottenendo la seconda Coppa del Mondo per il calcio uruguaiano.
    Quella famosa vittoria era conosciuta come il “Maracanazo” e, curiosamente, Ghiggia morì nel 2015 proprio nel giorno dell’anniversario di quella partita.
    Secondo le attuali regole FIFA, Ghiggia non avrebbe successivamente potuto giocare per la Nazionale italiana.

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