Quando i coordinatori di questa pagina di informazione Montoriese mi hanno chiamato nuovamente per invitarmi a proseguire nel racconto della mia esperienza nel mondo dello sport, ho subito pensato: ”ho dei grandi amici, che vogliono farmi fare tanta pubblicità”, poi ho pensato “cavolo, non scrive più nessuno sul Ponte” e cercano ancora me, poi invece ho scoperto che l’articolo scorso aveva avuto tantissime visualizzazioni, ed allora ho deciso di continuare dalla volta scorsa, perché anche se solo una persona può perdere del tempo della sua vita per leggere le mie considerazioni, allora io ho già vinto, sono riuscito ad entrare in sintonia con lui o con lei, e sono riuscito per un solo istante a mettere la persona che legge nei miei larghissimi panni.

Purtroppo lo scorso campionato di serie A1 di basket femminile, non ci ha portato bene. La squadra per cui offro la mia esperienza,la mia passione e i miei servigi,è stata retrocessa dalla serie A1 alla serie A2.Quando si retrocede,in qualsiasi sport di squadra,le motivazioni sonomolteplici:una squadra troppo giovane, difficoltà di coesione tra giocatrici e staff tecnico, obiettivi singoli e non di squadra, avversarie più forti, sfortuna, infortuni e………COVID.

Proprio questo purtroppo è stata la causa scatenante e principale della nostra annata ,anche se è chiaro a tutti che il vero motivo è un mix di tutti i motivi che vi ho elencato. In una stagione sportiva balorda, dove chi prima chi dopo, ma tutte le squadre hanno avuto giocatrici e staff colpiti dal virus,purtroppo questo è successo anche a noi, ma nel momento sbagliato.

A due settimane dalla fine del campionato, in un ottimo momento di forma e di bel gioco, si sono ammalate tra prima squadra e giovanili ben 19 atlete e un allenatore(un piccolo focolaio), io per fortuna avendo anticorpi molisani da parte di entrambi i genitori(e poi dicono che il Molise non esiste)mi sono salvato, ma le brutte notizie sportive però dovevavo ancora arrivare.

La Federazione Italiana Pallacanestro non ha concesso tempo per permettere alla squadra di uscire dalla quarantena,in quanto il campionato non si poteva allungare con i tempi,perchè le nazionali aspettavano le atlete per iniziare la preparazione in vista delle qualificazioni per le olimpiadi per le senior, e la preparazione agli europei per le ragazze junior.

Campionato FINITO, senza la possibilità di recuperare le partite, retrocessione, e le giocatrici che per due giorni hanno pianto per non aver avuto la possibilità di salvarsi sul campo.

Purtroppo anche questo è sport, si è vero, forse non proprio la faccia della medaglia più bella dello sport,ma………”così è se vi pare” cit.

Ora io, il presidente e gli altri nostri collaboratori, stiamo allestendo la squadra per affrontare il campionato di A2 da squadra che vuole riscattarsi, che è molto in credito con la sfortuna, e lasciatemelo dire, molto in credito anche con le regole e le persone che gestiscono l’organizzazione del campionato.

La mazzata è stata molto pesante, anche perché subito dopo la retrocessione, si avvicinano numerosi spettri: lo sponsor che chiaramente non è contento, giocatrici che vogliono tornare nella serie maggiore, ma il colpo più forte è stato dentro, nell’anima,nello stomaco.

La CONSAPEVOLEZZA,ed è qui che si vede la differenza tra un grande staff societario(presidente, dirigenti, e tutte quelle persone che ci hanno aiutato tutti i giorni)e uno staff più modesto, dicevo la CONSAVEVOLEZZA di aver mancato ,di aver fallito, di non aver gestito bene questa che a tutti gli effetti è una piccola impresa ,questa CONSAPEVOLEZZA, ci tormenta tutti i giorni, in tutti i momenti.

Chi ha mai vissuto nel mondo sportivo sa, che nello sport chiodo schiaccia chiodo; essere retrocessi vuol dire che devi riprovare subito a salire di categoria. Forse tutto questo non succederà subito, forse ci vorranno 1-2-3 anni, ma darò tutto me stesso insieme  ai miei collaboratori, a far tornare la mia squadra nel palcoscenico che merita, cioè nella massima serie.

Purtroppo il mio sogno, cioè quello di portare la mia squadra in ritiro a Montorio dovrà essere per il momento messa da parte. Il Corona virus, ci sta imponendo tantissime regole, tantissimi controlli, e a tuttora rimane molto difficile organizzare un soggiorno di 7 giorni. Pazienza, vorrà dire che rimanderemo ancora di un anno, anche perché tutto quello che vi ho raccontato ora fa parte del mondo sportivo, ma il vero problema adesso lo si vive tutti i giorni, con questa pandemia, che ci ha portato via tanti cari. Ad uno di questi, è dedicato il mio articolo e il mio pensiero………………………………………..CIAO EZIO

GIOVANNI BUCCI

TEAM MANAGER

PALLACANESTRO VIGARANO

Di Giovanni Bucci

Cesena (FC) - Italia

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