A differenza delle immagini iconiche di paesaggi innevati, persone al riparo, fuochi a legna e Babbo Natale viaggiando per il mondo su una slitta trainata da renne, nel nostro Emisfero Australe i festeggiamenti del periodo natalizio si svolgono nel bel mezzo di una calda estate.

Ricordo che Angelino De Luca era così sorpreso da questo forte contrasto che mi chiedeva di inviargli delle fotografie delle feste di Natale nella mia città, perché non poteva immaginarli con persone in abiti leggeri e una temperatura di 30ºC.

Per molti decenni, sotto l’influenza dell’eredità delle ondate migratorie europee, le nostre feste hanno riprodotto usanze tipiche di un duro inverno. Ecco come lo ricordo dalla mia infanzia: le cene calde, le noci, le nocciole, il torrone, l’albero di Natale decorato con pezzi di cotone per simulare la neve.

Nel corso degli anni le abitudini si sono modificate e adattate. Le tavole di fine anno sono state occupate da piatti freddi, insalate, frutta e gelato. La neve è scomparsa dagli alberi. Anche se Babbo Natale deve morire di caldo perché indossa ancora il suo pesante vestito rosso e guida la sua slitta con una temperatura di 30ºC e un’umidità del 70% …

E un’altra usanza anch’essa andata persa negli anni è la costruzione dei presepi. Nella mia infanzia erano molto comuni, ora si vedono solo in alcuni edifici pubblici o in qualche famiglie. Inoltre, per molte persone queste date sono solo sinonimo di ricongiungimento familiare, spogliato del contenuto religioso.

Anche la tradizionale visita dei Magi è quasi scomparsa. Quando ero bambino, era importante quanto il Natale, li aspettavamo con ansia, andavamo a dormire presto perché non dovevamo vederli, mettevamo le scarpe vicini alla porta e ordinatamente erba e acqua per i cammelli. Forse spaventati dalla crisi economica, i Magi non visitano Sudamerica da decenni…

L’Argentina è un paese molto esteso da nord a sud, con più di 3.500 km tra i due estremi, motivo per cui ha una grande varietà di climi. Nella regione più meridionale e nelle regioni montuose occidentali ci sono anche inverni nevosi… ma in luglio.

Senza dimenticare, ovviamente, che l’Argentina ha un settore dell’Antartide, dove da decenni esistono basi permanenti.

A dicembre, le regioni settentrionali hanno temperature che di solito superano i 40ºC, anche se il clima secco del nord-ovest ne mitiga l’effetto. Al sud il clima è meno caldo, anche se potrebbero esserci temperature massime superiori ai 30ºC. Nella regione centrale dove vivo, sono estati moderate, con massime abituali tra 32 e 33ºC, a volte con punte più alte, e con molta umidità.

In questo contesto diamo il benvenuto al nuovo anno.

È molto frequente quindi che le famiglie si trasferiscano nelle vicine città costiere sull’Oceano Atlantico, per trascorrere Natale e Capodanno sulle spiagge, anticipando così la stagione turistica estiva.

Nella mia città, La Plata, da diversi anni ha avuto origine una bella usanza, per cui bambini e ragazzi, e alcuni adulti, costruiscono figure molto elaborate con strutture in legno e carta (e talvolta con pirotecnica all’interno, anche quando è vietato), che rappresentano immagini diverse, che vengono dati alle fiamme dalla mezzanotte del 31 dicembre. Ci sono alcune molto semplice e altre meravigliosamente artistiche. Gli orari di ognuna sono stabiliti e molte famiglie passano dall’una all’altra mentre vengono bruciate. Il Comune ha un registro e premia i migliori.

Una volta sono stato in grado di vivere l’esperienza inversa. Nel 2010 ho vissuto 35 giorni in Germania per seguire un corso, e sono arrivato ad Amburgo il 31 dicembre per vivere il mio primo capodanno sotto zero, con molti vestiti caldi e in una città innevata accanto al fiume Elba.

In ogni caso, caldo o freddo, con Babbo Natale in un pesante abito rosso o, magari, un giorno, arrivando alle nostre spiagge in costume da bagno e jet sky, immagino che in tutto il mondo questi giorni siano momenti di ricongiungimento familiare, di slancio per affrontare il nuovo anno e la speranza di un nuovo ciclo felice.

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