Non appena è stato evidente (nelle norme governative) che gli spostamenti nelle seconde case erano consentite ,  abbiamo raggiunto Montorio da Milano, come facciamo oramai da tanti anni, per festeggiare la Pasqua nel nostro amato paesello.

Tutti noi che viviamo lontani siamo portati a pensare a Montorio come un luogo fuori dal tempo, dallo spazio, dal mondo…..nelle sue accezioni più positive ovviamente… ma ahinoi, in questo particolare momento storico, ci si accorge che così non è purtroppo, e che tutte le paure, le ansie, le preoccupazioni che affliggono e vive il resto del mondo, si vivono profondamente anche qui.

Largo IV Novembre, “a chiazz” per alcuni

Nel nostro viaggio di avvicinamento scorgiamo Montorio che in lontananza ci appare come sempre nella sua maestosità, bello, meraviglioso, dominante sopra tutto e tutti, con il suo bellissimo campanile dentro al cielo blu di aprile. Una volta arrivati però , Montorio è avvolto dal silenzio (insolito per il periodo pasquale) rotto solo dallo scrosciare dell’acqua della fontana della villa, dal canto degli uccellini in un tiepido pomeriggio di sole, dal sibilo del vento che si inerpica nei vicoli antichi dove il ricordo del vociare dei bambini e delle lunghe storie raccontate dai nonni echeggiano ancora nella memoria di ciascuno di noi.

Il sorriso delle persone che ti accolgono ad ogni ritorno è ora nascosto dalle mascherine, il riconoscersi non è piu immediato, e la gioia del rivedersi si confonde ora con la paura del contagio.

Veduta da “Sant Marc”

L’assenza degli abbracci  è mitigata solo dallo sguardo affettuoso degli amici di una vita, e le vigorose strette di mano che avevano il potere di riconnerti immediatamente con le tue origini vengono sostituiti ora da convenevoli frettolosi e cantilenanti frasi di speranza di tornare presto alla normalità.

Anche i riti religiosi, così sentiti e seguiti dai montoriesi, sono stati ridotti all’essenziale: la messa in Cena Domini senza lavanda dei piedi, la “tric trac” non ha colmato il silenzio delle strade preannunciando la Via Crucis e i canti che accompagnano il Cristo che muore non hanno riscaldato i cuori della comunità. Le regole  per il contenimento della pandemia hanno imposto l’anticipo della messa di mezzanotte  alle 17,30 affievolendo così la suggestione della Liturgia della Luce, suggestione però subito rinvigorita dal canto della Ciarangella che annuncia il Cristo risorto.

Vi sto scrivendo in questa mattinata di lunedi di Pasquetta , godendo , dalla mia finestra di un panorama mozzafiato….il mare, le Tremiti, l’immensa vallata sottostante ….ma completamente orfani del crepitio e del profumo delle braci e delle urla di entusiasmo dei ragazzi intenti ad organizzare  scampagnate da raccontare poi ai loro figli. Neanche il sole che splende sul nostro caro colle ha spinto i montoriesi fuori dalle proprie abitazioni, attenendosi con grande dovere al rispetto delle regole.

Montorio é nel mondo e come il mondo intero in questo momento é sofferente. Nonostante ciò pero’ il ritorno è sempre colmo di emozione: i luoghi, i profumi, le sensazioni, le tradizioni, sono tutti li a ricordarci chi siamo e da dove veniamo. L’ auspicio di tutti è che già la prossima estate possa ridarci sorrisi, abbracci, strette di mano, e la presenza del maggior numero di montoriesi sparsi nel mondo sul nostro amato colle.

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