Nel 1982, anno dei Mondiali di Spagna con l’Italia campione del mondo, avevo 15 anni.

Avendo ereditato la passione sportiva (ed in particolare calcistica) di mio padre Nicolino, ricordo non mi persi una partita…..conoscevo i nomi dei calciatori, le formazioni e i risultati.

Montorio all’epoca si riempiva di turisti (per lo piu di tutti gli emigranti che facevano ritorno in patria) e quell’estate si vivevano le partite dell’Italia con molta partecipazione.

Noi vedevamo le partite della nostra nazionale nella cucina di casa mia, insieme a mio padre e con tutte le mie piu’ care amiche dell’epoca: Maria Spedaliere, Antonella Greco, Giulia Liguori e le romane Dorella e Letizia.

Dopo la prima partita mio padre, per scaramanzia, non ci fece piu’ cambiare le postazioni e quindi guardammo tutti i mondiali nei posti assegnati.

L’eccitazione e l’euforia crebbero progressivamente ad ogni partita vinta dall’italia e il potersi abbracciare e fare festa era uno dei momenti piu belli da vivere in quelle serate.

Per la finale ci vestimmo tutte di azzurro e ci confezionammo le fascette per la testa rigorosamente tricolori. Cantammo l’inno di Mameli in piedi nelle postazioni assegnate e il goal e l’urlo di Tardelli libero’ una gioia che poi venne totalmente consumata nella sfilata e nei caroselli che mio padre ci porto’ a fare in macchina per festeggiare la vittoria.

Vincemmo ancora nel 2006…..ma l’adolescenza , la spensieratezza ed ahime’ anche mio padre non c’erano piu’……fui felice ma, lontana da Montorio, non scesi in strada per i caroselli , non abbracciai nessuno e condivisi quella vittoria con pochissimi amici.

Quest’anno quando abbiamo deciso di tornare a Montorio prima del previsto ho sperato tantissimo che l’italia andasse avanti nel campionato europeo, soprattutto per far vivere ai miei ragazzi la gioia di una vittoria condivisa con gli amici e con la piazza del paese……gioia che io ancora mi porto nel cuore.

I miei figli hanno vissuto le ultime tre partite dell’italia davanti al maxi schermo installato davanti al bar (nella piazza del monumento ai caduti) con tutti i loro amici e gli altri compaesani.

Facevano commenti, scappavano alcune parolacce, si disperavano per i goal mancati ma soprattutto condividevano e si abbracciavano ad ogni goal italiano.

La gioia ovviamente e’ esplosa nella finale. Il mio figlio minore, Davide,  si e’ abbigliato con i colori azzurri, si e’ dipinto la bandiera sulla faccia e ben presto e’ andato a prendere il posto in piazza. Il figlio piu’ grande, Francesco, invece per scaramanzia ha tenuto un profilo basso ma ha vissuto il prepartita con nervosismo.

Il vociare ed il brusio della piazza riportavano ad altre stagioni, ad altri momenti….quando gli eventi si vivevano con un forte senso di comunita’

La gioia dell’ultimo rigore inglese parato da Donnarumma ha fatto esplodere la gioia, l’orgoglio, la felicita’ per tanto tempo sopiti…….ed in barba a tutte le regole di distanziamento sociale……gli abbracci ed i baci sono tornati ad essere protagonisti.

E’ stato bello vedere tutti i ragazzi gioire per la loro prima vittoria da “italiani” , e leggere negli occhi dei miei figli le stesse emozioni vissute da me quasi 40 anni fa.

Sarebbe bello se tra quarant’anni anche loro raccontassero ai loro figli di una piazza, un paesino e di abbracci con gli amici.

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